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    03

    Apr

    2013


    Voyager 1: Oltre i confini del sistema solare

    sonda_voyager.jpg

    Si è spinta dove nessun altro artefatto umano è mai arrivato, e naviga ora nelle profondità del cosmo a oltre 18 miliardi di chilometri dalla Terra, a 123 volte la distanza che intercorre tra il nostro pianeta e il Sole. La sonda Voyager 1, lanciata poco dopo la "sorella" Voyager 2 nel 1977, doveva inizialmente esplorare i pianeti più esterni del Sistema Solare ma sta ora viaggiando indisturbata verso l'esterno del Sistema Solare, tanto che i suoi messaggi radio impiegano attualmente più di 16 ore per raggiungere i tecnici della Nasa che la monitorano.

    Ma dove si trova, esattamente, la sonda?

    L'intrepida "esploratrice" cosmica ha già varcato i confini dell'eliosfera, la regione dello Spazio permeata dal vento solare, il cui limite rimane ad oggi ancora ignoto? Gli scienziati hanno pareri discordi. In base a uno studio della New Mexico State University pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters (GRL), i dati raccolti dalla sonda negli ultimi mesi farebbero pensare che sia sul punto di attraversare i confini del Sistema Solare, la cosiddetta eliopausa, il punto cioè in cui il vento solare è fermato dai gas interstellari.

    In particolare dallo scorso 25 agosto si sarebbe registrato, secondo i ricercatori, un declino delle particelle energetiche provenienti dal Sole, sotto forma di radiazioni, e contestualmente un aumento dell'intensità delle particelle altamente energetiche - o "raggi cosmici" - provenienti dallo Spazio interstellare, «come ci si aspetterebbe se la sonda spaziale fosse uscita dall'eliosfera» ha commentato Bill Webber, tra gli autori dello studio.
    Ma dalla Nasa gettano acqua sul fuoco. Anche se l'Agenzia Spaziale Americana ha finanziato lo studio di Webber, non tutti i ricercatori che lavorano al progetto Voyager sono pronti a sostenerne le conclusioni: molti vorrebbero analizzare dati relativi a un periodo di tempo più esteso, prima di considerarli definitivi. Ed Stone, ingegnere della Nasa che segue il progetto Voyager, ha dichiarato che prima di ammettere che la sonda è ormai nello Spazio interstellare è necessario verificare che ci sia stato un riorientamento dei campi magnetici intorno ad essa, fatto che ancora non sembra essere avvenuto.

    Staremo a vedere. Intanto il generatore a plutonio della sonda fornirà energia alla Voyager 1 ancora per 10-15 anni ed è probabile che la "viaggiatrice" raggiunga i 25 miliardi di distanza dal nostro pianeta. Le comunicazioni con essa, tuttavia, dovrebbero interrompersi molto prima, probabilmente nel 2016, quando il giroscopio che tiene la sua antenna radio puntata verso la Terra smetterà di funzionare.



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