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    17

    Mar

    2012


    Nibiru: Bugie e Verità

    Nibiru e la teoria di Zecharia Sitchin.

    Attraverso una propria interpretazione personale delle scritture sumeriche, Sitchin giunge alla convinzione che Nibiru sia un diverso e sconosciuto pianeta. Nella sua costruzione teorica affianca al pianeta Nibiru il pianeta Tiamat. Quest'ultimo sarebbe esistito tra Marte e Giove. Egli suppone che fosse un fiorente pianeta formato da giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall'arrivo di un grande pianeta e di un piccola stella che attraversò il sistema solare tra i 65 milioni e i 4 miliardi di anni fa. La nuova orbita assunta da Tiamat avrebbe fatto sì che collidesse con Nibiru. I detriti di questa collisione avrebbero dato vita alla fascia di ateroidi del nostro sistema solare, alla Luna e alla Terra.
    Nibiru sarebbe un pianeta che come una cometa ha un periodo orbitale molto lungo rientrando nel sistema solare ogni 3600 anni circa.
    Secondo Sitchin, su Nibiru abitava una razza tecnologicamente avanzata e simile a quella umana, questi esseri erano chiamati Anunnaki dalla mitologia sumera e che compaiono nella Bibbia col nome di Nephilim ed Elohim, sarebbero arrivati sulla terra 450.000 anni fa, alla ricerca di minerali e in particolare d'oro (che necessitavano per riparare la loro atmosfera rarefatta) e lo avrebbero trovato in Africa.
    Gli Anunnaki avrebbero creato geneticamente l'Homo Sapiens incrociando la loro razza con l'Homo erectus, con lo scopo di avere della manodopera per prelevare metalli dalle miniere. Sotto la guida di questi esseri, secondo l'interpretazione che Sitchin dà dei testi sumerici, gli uomini avrebbero fondato la civiltà in Mesopotamia, in Egitto e in India, grazie ad una casta di regnanti che avrebbero fatto da intermediari tra gli alieni e gli schiavi.
    Sitchin ha affermato anche che il Pianeta Nibiru è in avvicinamento.

    Nibiru e la Scienza

    IRAS, l'Infrared Astronomy Satellite della NASA, che effettuò un censimento del cielo per dieci mesi nel 1983, scoprì numerose sorgenti infrarosse, ma nessuna di esse era Nibiru o il Pianeta X o altri oggetti nella zona esterna del sistema solare. C'è una buona discussione del Caltech in proposito.
    In sintesi, IRAS catalogò 350 mila sorgenti infrarosse, e inizialmente molte di queste sorgenti non furono identificate (ed è proprio per questo motivo che si faceva il censimento). Tutte queste osservazioni sono state approfondite da studi successivi, con strumenti più potenti a terra e nello spazio.
    La diceria di un "decimo pianeta" esplose nel 1984, quando la rivista Astrophysical Journal Letters pubblicò un articolo scientifico, intitolato Unidentified Point Sources in the IRAS Minisurvey ["Sorgenti puntiformi non identificate nel mini-censimento IRAS"], che parlava di varie sorgenti infrarosse senza controparte. Ma successivamente si scoprì che questi "oggetti misteriosi" erano galassie lontane (tranne uno, che era uno sbuffo di un "cirro infrarosso"), secondo quanto pubblicato nel 1987.
    Nessuna sorgente IRAS è mai risultata essere un pianeta. C'è una buona discussione di tutta la questione presso il sito di Phil Plait. Per farla breve: Nibiru è un mito privo di qualunque fondamento di fatto. Per un astronomo, le asserzioni persistenti a proposito di un pianeta che sarebbe "vicino" ma "invisibile" sono semplicemente stupide.


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    Commento di Enrico:

    Riporto questo articolo preso dal Wall Street Italia:
    Che conferma indirettamente quanto scritto da Zecharia Sitchin.

    Non è totalmente vero che in astronomia non si ipotizzi l'esistenza di un oggetto astronomico che periodicamente attraversa il nostro sistema solare.

    Vi posto il link:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Nemesis_(astronomia)

    Ecco l'articolo estratto dal Wall Street Italia:
    a fondo pagine ho postato anche il link.

    New York - La 'parentela' tra Luna e Terra potrebbe essere più stretta del previsto: la maggior parte dei materiali che costituiscono il nostro satellite sarebbe infatti di origine terrestre, e sarebbe stata strappata dalla Terra ancora 'bambina'. A rivelarlo è uno studio dell'Universita' di Chicago pubblicato su Nature Geoscience.

    Come in un test del Dna per corpi celesti, i ricercatori guidati da Junjun Zhang hanno messo a confronto le diverse forme assunte dagli atomi di titanio (ovvero gli isotopi) sulla Terra e sulla Luna. Hanno così scoperto che, da questo punto di vista, i due corpi celesti sarebbero quasi 'gemelli': il rapporto fra i vari isotopi del titanio presenti sulla Terra è infatti praticamente identico a quello lunare.

    Quello che apparentemente potrebbe sembrare una cosa di poco conto, rischia in realtà di riscrivere almeno in parte la storia della nascita della Luna. La teoria più accreditata, quella del cosiddetto 'impatto gigante', vorrebbe il nostro satellite nato da un grande scontro avvenuto 4,5 miliardi di anni fa tra la Terra ancora bambina e un corpo celeste delle dimensioni di Marte chiamato Theia.

    Le simulazioni di questo impatto hanno finora dimostrato più volte che dal mantello della Terra primordiale sarebbe derivato non più del 60% del materiale che avrebbe poi formato la Luna: la parte restante sarebbe arrivata invece da questo misterioso Theia che, secondo l'ipotesi più diffusa, avrebbe dovuto avere una composizione chimica diversa da quella del mantello terrestre.

    Questo nuovo studio dimostra invece che questa ipotetica 'impronta' chimica lasciata da Theia non sarebbe rilevabile, lasciando agli astronomi ancora un difficile rompicapo da risolvere.

    ''Non stupisce che oggi si discuta ancora della formazione della Luna, perché negli anni si sono susseguite molte ipotesi che poi, alla prova dei fatti, sono tramontate'', commenta Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.

    ''Inizialmente abbiamo avuto la teoria della fissione, che voleva la Luna come una 'costola' distaccata della Terra, poi quella della cattura, secondo cui la Luna sarebbe stata un corpo di passaggio catturato dalla forza di gravità terrestre, e ancora la teoria dell'accrescimento, secondo cui Terra e la Luna si sarebbero formate assieme nello stesso periodo.

    Al momento - aggiunge l'esperto - la teoria dell'impatto è quella più credibile, l'unica a giustificare l'età della Luna (più giovane della Terra) e la particolare inclinazione della sua orbita. La 'ricetta' è ancora quella giusta - conclude Masi - bisogna solo capire la giusta quantità degli ingredienti''.

    Ecco il link:
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1349207/terra-e-luna-quasi-gemelle.aspx



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