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    27

    Oct

    2012


    La Corrente del Golfo si sta fermando?

    CorrenteGolfo.jpg

    Il clima attuale è diverso, se pur non di molto, da quello della prima metà del secolo. Secondo molti studiosi di climatologia, però, tutto ciò è normale dato che le variazioni climatiche ci sono sempre state nella storia del nostro pianeta. Anzi, se nella parola “clima” è possibile includere anche le vicende giornaliere del tempo, diventa facile intuire che il mutamento avviene in ogni istante: dalle raffiche di vento che si verificano in una frazione di minuto, alle variazioni lentissime compiutesi in migliaia di anni durante le ere geologiche. Ogni fenomeno, pertanto, ci offre la prova che il clima è in costante fluttuazione.

    Inoltre se consideriamo soltanto le vere oscillazioni del clima, tralasciando i fenomeni di breve durata legati all’evoluzione giornaliera delle condizioni atmosferiche, è doveroso rilevare in primo luogo che queste, in certe epoche, sono state di grande entità, così da sconvolgere il paesaggio naturale. Le più forti variazioni della temperatura, e di conseguenza dell’ambiente geografico collegato con il clima, si sono verificate al passaggio da una glaciazione a una fase di clima caldo (o almeno mite) e viceversa, sia in quelle regioni che in momenti diversi sono state ricoperte e poi liberate dalle calotte glaciali, sia nelle aree immediatamente contigue all’espansione dei ghiacci.

    Se il clima è animato da un costante mutamento, ciò avviene come risposta a varie cause oscillanti, alcune delle quali di carattere planetario o regionale (le eruzioni vulcaniche, le variazioni della copertura vegetale), altre dovute all’azione diretta dell’uomo sull’atmosfera (i molteplici inquinamenti causati dalle nostre attività).

    Non va trascurato, inoltre, che secondo autorevoli astronomi britannici il sole in un ciclo di 11 anni passa da un aspetto senza macchie a uno maculato, con macchie scure. Nel XVII secolo il periodo del gelo del Tamigi coincise di fatto con la totale assenza di macchie solari.

    Altre variazioni cicliche di lunga durata sono imputabili ad alcuni movimenti della Terra nello spazio, al punto di dar luogo nel loro insieme, a sensibili variazioni della radiazione solare incidente sulla Terra e di conseguenza anche a vere e proprie anomalie climatiche.

    Nel presente articolo intendo occuparmi particolarmente dell’influenza sul clima causato dai grandi moti oceanici, con riferimento alla “Corrente del Golfo”.

    E’ noto, da tempo, che le grandi correnti marine rappresentano un fattore essenziale della distribuzione del calore e di umidità su tutta la superficie terrestre, e che gli oceani, nel loro complesso, trasportano oltre metà del flusso globale di calore dall’equatore ai poli; essi, dunque, hanno un ruolo importante come fattori climatici.

    Ne consegue che le variazioni della loro energia interna rappresentano delle cause altrettanto importanti dei mutamenti periodici o aperiodici del clima.

    La sopravvivenza della corrente del Golfo è legata a un equilibrio di salinità del mare, nel senso che se la salinità scende oltre un certo livello allora la Corrente del Golfo potrebbe attenuarsi o addirittura bloccarsi.

    A tale proposito numerosi studiosi della storia del clima hanno, dopo attenti studi, affermato che la serie di inverni rigidissimi che investirono l’Europa nel medioevo, fu causata da un blocco della Corrente del Golfo dovuto a un pregresso riscaldamento climatico (molto probabilmente per una più intensa attività solare) che fece sciogliere grandi quantità di ghiacci presenti nella Groenlandia, che, alterando in tal modo quel delicatissimo equilibrio di salinità, avrebbe provocato un suo “inceppamento”.

    Ottobre 2011:
    la Corrente del Golfo ha deviato verso nord rispetto al suo normale percorso, provocando delle temperature oceaniche maggiori del normale lungo le coste del New England: è quanto risulta da uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution.

    Gli scienziati hanno dichiarato che è un evento epocale con conseguenze estremamente significative. Una possibile spiegazione è che la crescente potenza della corrente del Labrador abbia deviato la corrente del Golfo e questo potrebbe produrre effetti anche catastrofici nel Nord Europa.

    Ottobre 2012:
    La deviazione verso Nord-Ovest (canale del Labrador) della CDG provoca il riscaldamento del Canada (dove si è avuta pochissima neve nello scorso anno) e della Groenlandia (dove a luglio in 2 settimane si e’ sciolto il 95% della neve precipitata durante l’inverno), ma al contempo provoca il raffreddamento dell’Europa (dove si hanno inverni sempre più freddi dal 2007 in poi).

    Nel medio-lungo termine il raffreddamento continuerà… ma sarebbe più logico parlare di meridianizzazione delle correnti… ovvero salite di aria calda durante le estati (sempre più brevi) e discese artiche durante l’inverno (sempre più lunghi)

    Siamo alle soglie di una nuova era glaciale, o è un semplice ciclo climatico?



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