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    21

    May

    2004


    Stonehenge

    Stonehenge.jpg Nella piana di Salisbury nel Wiltshire, circa 130 km a sud-ovest di Londra, si erge un altro calcolatore di tempi e stagioni, questa volta di pietra.
    Mi riferisco al più celebre monumento preistorico di tutta Europa, e forse anche del mondo: Stonehenge.
    Secoli di studi non sono riusciti a risolvere il mistero di chi abbia costruito Stonehenge e perché, ma in ogni caso la scienza moderna ha potuto svelare molti dei suoi segreti.
    E ormai ampiamente assodato che sin dalle sue origini è stato un osservatorio astronomico, allineato esattamente con i punti fissi di Sole e Luna.

    Esami al radiocarbonio hanno da tempo confermato che Stonehenge risale a qualcosa come 4800 anni fa.
    Questa sorprendente datazione è stata inizialmente messa in ridicolo, poiché secondo i paradigmi storici nessuno in quell'epoca poteva avere in Inghilterra le conoscenze necessarie per progettare o per costruire un simile complesso..


    Nel marzo 1996, l' "English Heritage" annunciò i risultati di un approfondito studio riguardante Stonehenge.
    Vennero impiegate analisi matematiche innovative e i più recenti procedimenti al radiocarbonio che danno margini di errore di non più di 80 anni.
    Questo recente studio colloca il monumento a circa il 2965 a.C. (+/- 2%), quindi a una data antecedente a quelle sino ad allora ipotizzate.

    Dopo attenti esami gli archeologi sono giunti alla conclusione che la disposizione del monumento è stata modificata più volte nel corso della storia. La versione più antica presentava un'area circolare, nota come "henge", aveva più di 91 m di diametro e tutt'intorno correva un fossato ad argine rialzato. Uno degli aspetti più interessanti di Stonehenge risale proprio a questa sua prima fase.
    Quattro pietre angolari, posizionate ai margini del cerchio in modo da costituire un rettangolo, segnavano una serie di allineamenti relativi al complesso ciclo lunare di 19 anni.
     Probabilmente contemporanea a questa prima fase è anche una serie di 56 misteriosi buchi che formano una sorta di cerchio appena all'interno dell'argine.
    Uno dei misteri più avvincenti di Stonehenge è come mai questi buchi, noti come Buchi di Aubrey - in onore di John Aubrey che li scoprì nel XVII secolo - siano stati riempiti immediatamente dopo essere stati scavati.
    La costruzione iniziale rimase praticamente inalterata per 300 anni, ma poi fu sottoposta a una serie di drastiche modifiche. Intorno al 2700 a.c.

    80 pietre a base di solfato di rame, pesanti ognuna 4 t, vennero trasportate dal Galles lungo un percorso di oltre 400 km e collocate a doppio cerchio all'interno dell'area circolare. Fu proprio l'introduzione di queste pietre a rendere il luogo, per la prima volta, un "stone henge", ovvero una rotonda in pietra.
    Non è però chiaro se i cerchi in pietra siano mai stati completati, giacché verso il 2665 a.C. (+/- 7%) i costruttori adottarono un approccio totalmente nuovo.
    Le pietre vennero rimosse e sostituite con enormi massi di arenaria, noti come pietre "sarsen".
    Questi massi, pesanti dalle 40 alle 50t ciascuno, vennero in qualche maniera trasportati dai Marlborough Downs, dodici miglia più a nord, attraverso un fiume e superando salite.
    Vennero quindi eretti in modo da formare il "Sarsen Circle", costituito da 30 massi posti in verticale e uniti tra loro da archi travi sagomate in modo da formare, una volta messe insieme, un anello continuo la cui stabilità era garantita da un sistema di mortase del genere usato dai carpentieri.

    Molte di queste enormi pietre sono ancora oggi nella loro posizione verticale e ci permettono di immaginare come Stonehenge dovesse essere al tempo della sua massima gloria.
    Una pietra di 35 t, nota come "Reel Stone", può anch'essa essere fatta risalire alla prima fase di Stonehenge.
    Si ritiene che questa pietra, alta 4,5 m e conficcata nel terreno per 1,2 m, venisse impiegata per scopi astronomici, probabilmente per osservare il sole.
    Questo potrebbe spiegare l'origine delsuo strano nome, Heel, che molti ritengono derivi dalla parola greca helio. Esattamente come venisse adoperata è ancora tema di discussioni, ma la sua attuale collocazione a una trentina di metri dal cerchio, in un punto opposto all' entrata, è in linea con l'asse che si riferisce al tramonto nel solstizio d'inverno.

    In seguito, i costruttori decisero di trasportare sul luogo massi ancora più grandi.
    Cinque paia di enormi pietre sarsen, unite nella parte superiore da architravi, vennero erette nel centro del cerchio sarsen in modo da formare una sorta di ferro di cavallo.
    La costruzione di questi triliti alti 4 m, che hanno reso celebre Stonehenge, risale a circa il 2270 a.C. (+/- 7%), e alcuni di essi appaiono tuttora in ottime condizioni.
     Le pietre a base di solfato di rame, dette "pietre azzurre", vennero reintrodotte a Stonehenge intorno al 2155 a.C. (+/- 6%). Una di esse, la "pietra dell' altare", alta 4,8 m, venne collocata in posizione verticale al centro del complesso.
    Due cerchi concentrici di pietre simili vennero di sposte tra il "Sarsen Circle" e i triliti.
    Infine, verso il 2100 a.C. (+/- 8%), diciannove di queste pietre vennero disposte in modo da formare un ferro di cavallo all'interno del complesso di triliti..

    Verso il 2000 a.C., i costruttori pensarono di costruire un'ampia strada, nota come "Avenue", il cui segmento più antico è lungo 600 m. In tempi successivi furono aggiunti altri due segmenti fino a raggiungere il fiume Avon distante 3,2 km. Nessuno ha mai spiegato a cosa servisse una via di accesso così estesa.
    E possibile che il primo segmento, rettilineo, fosse un ampliamento di una via di accesso precedente oppure di un sentiero databile al periodo iniziale di Stonehenge, vale a dire a 1000 anni prima.


    Dopo questa fase di intense attività, tutto si acquietò per qualcosa come, 500 anni; quindi vennero aggiunti i cosiddetti buchi "Y e Z". Da quel momento il luogo fu abbandonato.

    Stonehenge è un posto insolito, nel senso che sono stati gli astronomi più che gli archeologi ad avviarvi delle ricerche. Già nel 1740 William Stukeley scoprì che l'asse centrale di Stonehenge dalla pietra dell' altare alla Heel Stone e alla Avenue sono allineate con il punto del sorgere del sole nel solstizio d'estate. Questo allineamento è stato inequivo-cabilmente confermato da Sir Norman Lockyer.
    Le discussioni tra gli esperti si sono spostate su altri possibili allineamenti astronomici, soprattutto a motivo del fatto che molte delle caratteristiche di Stonehenge rimangono oscure. Nel 1963 si è pensato che il complesso forse serviva per osservare e prevedere gli equinozi e non soltanto i solstizi.

    Poi, nel 1964, Cecil Newham sbalordì il mondo accademico asserendo che Stonehenge poteva essere stato usato anche come osservatorio lunare, come faceva supporre il rettangolo formato dalle quattro pietre angolari.
    I suoi studi vennero confermati dal professor Gerald Hawkins, il quale compì diverse ricerche negli anni 1963-6526: adoperando analisi al computer dimostrò che Stonehenge non presentava soltanto allineamenti ai cicli lunari, ma che era stata predisposta per predire anche le eclissi della Luna. Queste conclusioni sconcertarono l'establishment scientifico, poiché i cicli lunari sono assai più complessi di quelli solari e non era pensabile che un popolo neolitico potesse disporre di tali avanzatissime conoscenze astronomiche.
    Il critico più acceso fu Richard Atkinson, dello University College di Cardiff, il quale ritenne che qualsivoglia allineamento lunare doveva essere preso come pura coincidenza.

    Ma persino lui dovette cedere in seguito ad ulteriori studi compiuti prima da Alexander Thom, un professore di ingegneria della Oxford University, e poi dal prestigioso astronomo e matematico Sir Fred Hoyle.
    Alexander Thom pubblicò un'approfondita analisi di Stonehenge intorno alla metà degli anni Sessanta, confermando le funzioni originarie di Stonehenge sia in chiave lunare sia solare; era evidente, scrisse Thom, che Stonehenge era stato costruito in un una punto senza eguali, giacché in nessuna altra parte le linee formate dal rettangolo delle pietre angolari poteva puntare esattamente verso gli otto punti chiave dell'osservazione della Luna.
    Se Stonehenge fosse stato eretto soltanto pochi chilometri più a Nord o più a Sud, questi rapporti geometrici non avrebbero funzionato.

    Quando Sir Fred Hoyle confermò questi risultati, il che avvenne intor no alla fine degli anni Sessanta, la teoria lunare si fece improvvisamente accettabile. Hoyle dichiarò che Stonehenge non soltanto era. stata un osservatorio, ma anche un mezzo per predire eventi astronomici;difatti: e' possibile che i costruttori di Stonehenge siano arrivati sulle Isole Britanniche da altrove, proprio con il proposito di ricercare questo allineamento rettangolare... così come il moderno astronomo sovente cerca lontano dalla sua usuale sede di lavoro i luoghi migliori per costruire i suoi telescopi.
    La conclusione incontestabile è che chiunque abbia progettato Stonehenge doveva conoscere in anticipo la precisa estensione dell' anno solare nonché quella del ciclo lunare.

    Ciò che soprattutto colpisce è il fatto che questi antichi astronomi avevano l'abilità di individuare precise località dalle quali fosse possibile misurare il ciclo lunare di diciannove anni.
    Oggi molti testi di consultazione si mostrano comprensibilmente riluttanti a citare le prove raccolte a proposito di Stonehenge, in quanto la storia convenzionale semplicemente non sa spiegare l'avanzata tecnologia in possesso di coloro che arrivarono in quei luoghi 5000 anni fa.

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