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Stargates nel Triangolo delle Bermuda?

Basato sui resoconti del Dott.  Michael Preisinger

TriangoloBermudaGli scienziati ipotizzano che le difformità siano causate da  microscopici “wormholes”: la base navale americana AUTEC potrebbe essere una  sorta di !Area 51 dei Caraibi. Ma in quelle acque si nasconderebbero anche le  vestigia di Atlantide
Si è parlato molto sull’argomento Triangolo delle Bermuda,   dove sono scomparse centinaia di navi e una ventina di aerei e dove hanno luogo  deviazioni dei campi magnetici, improvvise formazioni di fitta nebbia, una  quantità di avvistamenti UFO decisamente superiore alla media e molto altro  ancora. Svariate ipotesi hanno accompagnato questi rapporti, tra di esse, la più  controversa è la teoria secondo cui l’arcipelago delle Bahamas sia formato dalle  cime dei monti del perduto continente di Atlantide, affondato in questi mari  millenni fa.

A caccia di prove

–  Dott. Preisinger: <<Scelsi di immergermi in sette diverse località: Fish Hotel, Lyford Cay e White  Hole, vicino a Nassau; Lost Blue Hole, a circa un’ora di navigazione da Nassau;  Dogleg Reef, ad un’ora da Marathon, nelle Florida Keys; il cosiddetto “Atlantis  Wall”, vicino Bimini; e Sunken Train, presso Eluthera. Due colleghi sommozzatori – lo statunitense Al Miller ed il giamaicano Joel  Green – mi accompagnarono in queste spedizioni. Nell’arco di un paio di mesi ci  immergemmo da una a sette volte a settimana, tuffandoci più volte in ogni  località, solitamente scendendo ad una profondità di poche decine di metri. Ogni  immersione durava in media 60 o 75 minuti. Trovammo prove evidenti di deviazioni  magnetiche in quattro di quelle zone: Fish Hotel, Lyford Cay e White Hole nelle  Bahamas e Dogleg Reef nel sud della Florida. Durante le nostre immersioni  raccogliemmo elementi molto precisi sulle differenze riscontrate tra i valori  normali e quelli effettivamente registrati dalle nostre bussole.
Nei mesi seguenti trasmisi questi dati a diversi fisici in tutto il mondo. Tutti  furono concordi nell’affermare che tali anomalie dei campi magnetici terrestri  potevano essere causate da microscopici “wormholes” che apparivano e  scomparivano in brevissimo tempo. Non riuscivano ad immaginare altre possibili  spiegazioni. Il Prof. John Wheeler, dell’Università di Princeton, descrive i  wormholes come dei “tunnel di transito” tra diverse dimensioni della realtà.  Secondo Wheeler i wormholes misurerebbero solo una giga-frazione di un  centimetro quadrato ovvero, in cifre, il numero 1 preceduto da 33 zeri,  preceduti da una virgola decimale. Si suppone che questi mini-buchi neri, che  appaiono e scompaiono continuamente dalla geometria dello spazio, siano delle  minuscole particelle di “materia virtuale” ovvero che essi possano esistere solo  per un limitato periodo di tempo. I cosiddetti mini-buchi bianchi, loro  controparte, sarebbero invece composti di anti-materia virtuale. Ogni volta che  questi due tipi di materia virtuale si formano, a qualunque livello, si  auto-distruggono immediatamente. Il Prof. Wheeler, tuttavia, non sa spiegare il  motivo del continuo apparire, scomparire e riapparire di tali mini-buchi.

Le Opinioni scientifiche

Riguardo le mie registrazioni di anomalie nei campi magnetici, ecco i pareri  espressi da alcuni degli scienziati – in genere fisici quantistici – con i quali  ho parlato.
Secondo il fisico Dott. Werner Muller, di Karlruhe: “Basandomi sulle cifre che  mi ha fornito e sul fatto che non sono state trovate fonti naturali sul fondo  del mare, non restano altro che le teorie della fisica quantistica per spiegare  questo fenomeno”.
Per il Prof. Tsung-Min Gung, fisico di Tokyo: “Se le teorie sulle connessioni  interdimensionali non sono totalmente errate e se esse possono venire sviluppate  come mi aspetto, la stretta interdipendenza esistente tra la gravità ed il campo  magnetico terrestre potrebbe essere uno dei modi per individuare queste aperture  fra diverse dimensioni”.
Dal canto suo, il fisico Dott. Grazyna Fosar, di Berlino, afferma: “Dal punto di  vista della fisica, l’unica spiegazione ragionevole per queste misteriose  deviazioni nei campi magnetici è l’esistenza di ‘porte’ verso l’iperspazio”.
Sorprendenti risultati, che mi portarono a studiare, con sempre crescente  interesse, gli altri fenomeni caratteristici del “Triangolo delle Bermuda”,  associati alla zona delle Bahamas. L’ipotesi che le deviazioni magnetiche siano  causate dalla presenza di “stargates” era già stata avanzata qualche tempo fa  (sebbene, per quanto ne so, sono stato il primo a raccogliere dati effettivi a  riguardo) e alcuni ricercatori hanno associato proprio alla presenza di questi  “stargates” l’incidenza estremamente alta di avvistamenti UFO registrata in  quell’arcipelago.

Una base navale top-secret

Molti di tali avvistamenti avvennero presso l’Atlantic Undersea Test and  Evaluation Center (Centro Subacqueo Atlantico di Test e Valutazione) o AUTEC,  base navale americana nelle Bahamas. Pertanto, alcuni ricercatori credono che  l’AUTEC potrebbe essere una sorta di “Area 51”  sottomarina: un luogo dove il governo americano effettuerebbe delle ricerche  segrete sugli UFO e che, di tanto in tanto, verrebbe persino visitato dagli  alieni. Decisi di indagare fino in fondo queste incredibili congetture. L’AUTEC possiede  delle risorse davvero uniche, incluso un poligono subacqueo per sperimentare e  studiare armamenti acustici. Si trova sull’isola di Andros, 285 chilometri a sud  est di West Palm Beach, Florida.
Le installazioni ed i laboratori di Andros – per visitare i quali bisogna  procurarsi uno speciale permesso – coprono meno di due chilometri quadrati di  territorio ma, in realtà, l’AUTEC comprende ben 2.688 chilometri quadrati del  circostante Mar dei Caraibi. Questa zona dell’oceano consiste in una baia dalle  acque abissali e dai fondali scoscesi, lunga 160 chilometri e larga 32, profonda  dai 700 fathom (misura di profondità: 1 fathom = 1,829 m.) dei bordi ai 1.100  fathom del suo lato nord. A conti fatti, si tratta di un’enorme quantità di  spazio acquatico. Inoltre, ho saputo da più fonti che la base di Andros è  sottoposta a misure di sicurezza severissime e top-secret.

UFO e “blue holes”

Nelle acque circostanti l’isola, di tanto in tanto sono stati avvistati strani  apparecchi che non solo somigliavano ad UFO, ma ne avevano anche la stessa  sbalorditiva rapidità di movimento e che eseguivano le medesime incredibili  virate ad angolo acuto. Un uomo d’affari viennese mi riferì che, mentre  circumnavigava le coste di Andros con il suo yacht, vide ad una distanza di  circa tre chilometri (era una giornata molto limpida), in acque profonde più di  due chilometri, un oggetto immobile che scambiò per una balena. Avvicinandosi a  meno di 800 metri dall’oggetto – che aveva iniziato ad emettere uno strano  bagliore – scoprì che si trattava invece di un qualche genere di apparecchio  tecnologico, dal design ultramoderno. Improvvisamente, l’apparecchio partì  dirigendosi verso sud, a quella che il testimone definì “una velocità folle”.  Scivolò sulla superficie dell’acqua per poi scomparire istantaneamente tra le  onde, senza più riapparire.
Mi sono state riferite teorie di cospirazione e di insabbiamento di natura molto  oscura, fiorite intorno al tema dell’AUTEC quale possibile Area 51 sottomarina,  così come voci simili circolano sulla vera Area 51. Eccovene un esempio,  riferitomi da un informatore che ho intervistato nel Novembre 1998, nel quartier  generale della NASA a Cape Kennedy, Florida. Egli mi raccontò che Rob Palmer –  un sommozzatore inglese molto noto ed apprezzato nell’ambiente, che era stato  per diversi anni direttore di un centro ricerche sui “blue holes”, nelle Bahamas  – nel Luglio del 1997 era scomparso durante un’immersione compiuta nel Mar  Rosso, in Israele, e lo si riteneva morto. I “blue holes” (o buchi blu) sono  delle piccole caverne sottomarine che si sono apparentemente formate  dall’interno e che si trovano soprattutto in quell’arcipelago. Io ritengo che i  blue holes potrebbero essersi generati a causa delle continue apparizioni e  sparizioni dei microscopici wormholes.
A quanto sembra, Rob Palmer aveva una teoria analoga e, inoltre, era convinto  che i blue holes potessero essere dei punti di transito per gli UFO in arrivo da  altre dimensioni. Le sue indagini lo stavano portando sempre più vicino  all’isola di Andros, dove vi è una vera proliferazione di questi blue holes. Il  mio informatore mi disse che circolavano alcune voci secondo cui Palmer era  stato ucciso da ufficiali dell’AUTEC, probabilmente perché sapeva troppo,  tramite una suggestione post ipnotica che lo avrebbe indotto al suicidio mentre  si trovava in immersione nel Mar Rosso. In qualità di storico, non è mia intenzione approfondire simili tristi  supposizioni, ma il semplice fatto che tali voci esistano suggerisce che  potrebbe effettivamente essere in atto un qualche genere di attività clandestina  nella base di Andros.

E Atlantide riemerse dalle acque

Poiché molto del materiale che avevo studiato aveva dimostrato di avere una base  di verità, per quanto indiretta, decisi di indagare la storia secondo cui l’area  delle Bahamas corrispondeva all’antico continente di Atlantide non completamente  sommerso. Molti hanno creduto per lungo tempo che le mura sottomarine di Bimini fossero  una vestigia di Atlantide. L’idea era stata avanzata in un primo momento dal  medium Edgar Cayce, il quale affermava  che molte delle persone da lui esaminate avevano vissuto vite precedenti in  Atlantide. Alcuni scienziati del British Government’s Building Research  Establishment (Fondazione per la Ricerca Edilizia del Governo Britannico),  usando le più recenti tecnologie, hanno persino scoperto delle minuscole  quantità di carbone ed oro all’interno di quelle che sembrano essere pietre  lavorate dall’uomo, trovate sul fondale di Bimini.
Come storico, mi interessa principalmente lo studio delle fonti primarie  d’informazioni, piuttosto che secondarie, pertanto decisi di leggere l’unico  testo sul quale sono state basate le migliaia di libri dedicati ad Atlantide: il  Crizia, dialogo scritto dal filosofo greco Platone. Soprattutto, decisi di  leggerlo non in chiave mitologica o metaforica, come molti fanno, ma come un  vero documento storico. Pertanto tralasciai i dettagliati resoconti degli  splendori di questo antico regno, concentrandomi invece sulle sue dimensioni,  che ci sono state tramandate da Platone: che forma aveva Atlantide? Quali erano  la sua lunghezza e larghezza?
Appresi qualcosa di affascinante: se potessimo prendere l’attuale arcipelago  delle Bahamas e sollevare l’intera massa della terraferma di 90 metri – o, per  metterla in altro modo, abbassare il livello dell’acqua che circonda le Bahamas  di 90 metri (riportandola al livello che aveva durante l’ultima Era Glaciale) –  ci troveremmo di fronte un territorio che corrisponderebbe in maniera  impressionante, per forma e misura, all’antica Atlantide descritta da Platone:  il filosofo scrisse nel Crizia che tale continente era più grande dell’Egitto  (ovvero dell’Egitto allora conosciuto); che il centro dell’isola, non distante  dal mare, era formato da una pianura circondata da bassi rilievi ad una distanza  di 9 chilometri; e che questi stessi rilievi si trovavano in un’ampia pianura,  circondata da alte montagne ad una distanza di 321 chilometri.

La zavorra dei Confederatii

Tuttavia, le mie conclusioni riguardo le cosiddette Mura di Bimini, presunte  rovine di Atlantide, non sono affatto così “New Age”. Credo, infatti, che le  pietre che le formano e che appaiono lavorate dall’uomo, non provengano affatto  da Atlantide ma che siano state lasciate là durante la Guerra Civile Americana. A quell’epoca un gran numero di navi forzava il blocco dell’Unione per  trasportare merci e rifornimenti nei porti dei Confederati. Braccati dalle navi  dell’Unione, questi vascelli spesso si rifugiavano nelle basse acque delle  Bahamas, dove le grosse navi da guerra non potevano seguirli. Per riuscire a  navigare al di sopra degli scogli che costellavano le acque erano spesso  costretti a disfarsi del peso eccessivo, in modo da diminuire il pescaggio delle  imbarcazioni. Il modo più semplice di farlo era liberarsi dei massi di granito  usati come zavorra nelle stive. Penso che questa abitudine possa spiegare la  presenza di gran parte delle pietre scoperte oggi in luoghi come Bimini.
Ho proseguito le mie indagini in molti altri campi. Trovando, ad esempio, che le  Bahamas hanno le loro personali leggende su misteriose creature simili a  scimmie, che non si lasciano vedere quasi mai: i “chickcharnies”. Ho scoperto,  inoltre, che esistono molte “storie di fantasmi” collegate alle Bahamas e che  gli sciamani della zona hanno fama di possedere dei poteri semi-divini. Insomma,  ho lasciato le Bahamas con la netta impressione – una sensazione difficilmente  comprovabile scientificamente – che in quell’arcipelago vi sia un elevato grado  di energia psichica o persino di energia “interdimensionale”.

Ammaraggio subacqueo

Tuttavia, la mia attenzione torna agli “stargates subacquei dei Caraibi”  scoperti insieme agli amici Al Miller e Joel Green. Ho una proposta. Sarebbe  interessante cercare davvero di entrare in uno di questi “stargate”, se non per  il fatto che essi sono solitamente microscopici e che tendono a fluttuare dentro  e fuori dall’esistenza. Pertanto, vorrei suggerire che uno o più fisici si  immergano in alcune delle località dove sono state riscontrate le anomalie  magnetiche, magari quelle vicino a Nassau, in acque poco profonde, non distanti  dalla riva e dalla capitale delle Bahamas, che potrebbe ospitare in maniera  eccellente la stampa internazionale eventualmente interessata ad assistere a  questo inusuale “Ammaraggio Subacqueo negli Stargates dei Caraibi”.
Devono sicuramente esserci molti scienziati giovani, atletici e sportivi che  potrebbero venire persuasi ad indossare l’equipaggiamento da sub e ad  avventurarsi sul fondo dell’oceano per scoprire quali sensazioni telepatiche e  quali messaggi sarebbero in grado di cogliere, filtrati nell’attimo in cui  questi microscopici  wormholes si  aprono per poi richiudersi e riaprirsi. La mia proposta può sembrare bizzarra,  ma io ed i miei colleghi sommozzatori saremmo lieti di addestrare i ricercatori  disposti a tentare e di scendere poi con loro sul fondo dell’oceano a largo  delle Bahamas.>>

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