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Teschi Anomali

TeschiAnomaliSecondo  le moderne teorie, varie popolazioni umane penetrarono nel Nord America nel  32000 a.C., e più tardi nell’America del Sud. Queste popolazioni presentavano  caratteristiche tipiche dell’uomo moderno. Alla luce dei fatti però possiamo  ipotizzare che nel nuovo continente fossero già presenti razze differenti di  esseri umani… Durante il suo viaggio intorno al mondo, Robert Connolly ebbe la  possibilità di soggiornare nelle località di Ica (Perù) e Merida (Messico), dove  per caso gli si presentarono dinanzi numerosi crani deformi e di enormi  dimensioni. Quando alcune fotografie dei crani furono rese pubbliche, la maggior  parte degli studiosi ritenne che essi fossero stati ottenuti mediante una  fasciatura della testa, particolarmente in voga nel continente africano e  sudamericano. Questa teoria però non è convincente, in quanto la capacità di un  cranio rimane invariata prima e dopo la deformazione, mentre i crani in  questione presentano una capacità maggiore rispetto a quella di un cranio  normale. I  crani sembrerebbero piuttosto appartenere a speci completamente sconosciute,  lievemente simili al genere “homo”. I dati su questi reperti non sono completi e  non si conosce con esattezza la loro età. In uno dei crani la parte frontale  sembra appartenere alla famiglia pre-Neanderthal, ma la mandibola, sebbene più  robusta che in un cranio moderno, ha fattura e caratteristiche moderne. La forma  del cranio non presenta alcuna analogia con i tipi finora conosciuti. Sono  presenti alcune minori caratteristiche tipiche del Neanderthal, come la  sporgenza occipitale dell’estremità inferiore e la base appiattita del cranio.  Altre caratteristiche sono invece tipiche dell’Erectus. L’angolo della parte  inferiore del cranio è, stranamente, insolito. Ovviamente dobbiamo tener conto  anche della possibilità che si tratti di un individuo deformato, ma l’ipotesi  non reggerebbe affatto, poiché esso non sarebbe stato in grado di sopravvivere a  lungo. La risposta sembra essere che lo scheletro sia l’esempio di un tipo  sconosciuto di umano premoderno o di un tipo umanoide. Come ovvio dal paragone  con un moderno scheletro umano, la capacità del cranio in questione risulta  nettamente superiore rispetto a quella di un cranio di umano moderno. Questo non  è sorprendente, poiché è noto che gli ultimi esemplari appartenenti alla  famiglia Neanderthal e i primi tipi di umani moderni (uomo di Cro-Magnon)  avevano una maggiore capacità cranica (entrambi circa 1600-1750 ccm) rispetto ai  moderni tipi umani (1450 ccm). La diminuzione della capacità cranica è un dato  sconcertante, ma questa è un’altra storia. Non meno sconcertante è ciò che sta  provocando tra gli studiosi l’esemplare di un tipo di umano premoderno. Secondo  l’antropologia classica, il cranio in questione non dovrebbe nemmeno esistere,  poiché risulta enormemente deformato e capiente. Il cranio “premoderno” e i tre  esemplari seguenti furono trovati nella regione peruviana del Paracas. E’  probabile che il premoderno sia infatti un precursore del tipo a forma di  “cono”, ma poiché al momento non abbiamo alcuna analisi sull’età dei crani,  possiamo soltanto permetterci di avanzare vaghe congetture. Il tipo “conico” è  del tutto inusuale e per via della sua forma; possiamo pertanto escludere che  sia stato ottenuto esclusivamente tramite una deformazione artificiale. Non c’è  dubbio che i vari esemplari di questo tipo siano strettamente connessi tra loro;  probabilmente rappresentano un ramo quasi distinto del genere “Homo”, o  addirittura una specie differente. L’angolo della parte inferiore del cranio  conico non si allontana da quello normale e le proporzioni generali sono  corrette. Possiamo stimare la minima capacità cranica di questi esemplari a  2200ccm, ma può essere elevata fino a 2500ccm. Il cranio più capiente documentato nella storia della medicina aveva la capacità  di 1980 ccm, comunque, la sua forma era normale. Inoltre è necessario ricordare che ogni crescita patologica del cranio provoca  conseguenze disastrose se l’individuo è nel primo stadio dello sviluppo,  praticamente senza eccezioni; non si spiega quindi il fatto che tutti i crani  ritrovati appartenevano a individui maturi. E’ opportuno ricordare che la capacità del cranio non è proporzionale  all’intelligenza.


imitazione di una razza aliena?

Poi  c’è chi sostiene che questi teschi possano essere di una civiltà extraterrestre  che per un motivo sconosciuto hanno popolato la terra. dall’Egitto alla piana di Merida in Perù, dai templi maltesi di Hal Saflieni  passando per le rappresentazioni statuarie dell’Isola di Pasqua, in tutto il  mondo antico pare vivo il ricordo di un’antica razza dalla patologia cranica  abbastanza anomale. In varie zone del mondo sono stati trovati teschi anomali caratterizzati da  forti allungamenti della calotta cranica, dovuti,a detta degli studiosi, a  sistematici bendaggi e stoccaggi, sin dalla tenera età dell’infanzia, a cui  venivano sottoposti gli antichi possessori di questi crani. Allora viene spontanea una domanda: perché si adottavano tali usanze? E perché  tale usanza pare diffusa in tutto il mondo? E’ anche questa una coincidenza  culturale?  Ora,quale è stato il modello che ha spinto gli antichi popoli della terra ad  adottare una pratica tanto dolorosa, e ben osservando, anche alquanto  antiestetica, come la deformazione cranica? E come ha fatto questo modello a  diffondersi nei quattro angoli del globo, senza poter, a quanto pare, tali  popoli aver alcun scambio interculturale fra loro?  E’ possibile che i popoli antichi cercassero, con tale usanza di rappresentare  un’antica razza dominante su questo pianeta? Chissà se gli antichi dei Egizi o i figli delle stelle dei Maya non erano in  realtà una razza superiore proveniente da un’altro mondo?

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