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Stonehenge

stonehengeNella piana di Salisbury nel Wiltshire, circa 130 km a sud-ovest di Londra, si erge un  altro calcolatore di tempi e stagioni, questa volta di pietra. Mi riferisco al più celebre monumento preistorico di tutta Europa, e forse anche  del mondo: Stonehenge. Secoli di studi non sono riusciti a risolvere il mistero di chi abbia costruito  Stonehenge e perché, ma in ogni caso la scienza moderna ha potuto svelare molti  dei suoi segreti. E ormai ampiamente assodato che sin dalle sue origini è stato un osservatorio  astronomico, allineato esattamente con i punti fissi di Sole e Luna.

Esami al radiocarbonio hanno da tempo confermato che Stonehenge risale a  qualcosa come 4800 anni fa. Questa sorprendente datazione è stata inizialmente messa in ridicolo, poiché  secondo i paradigmi storici nessuno in quell’epoca poteva avere in Inghilterra  le conoscenze necessarie per progettare o per costruire un simile complesso..

Nel marzo 1996, l’ “English Heritage” annunciò i risultati di un approfondito  studio riguardante Stonehenge. Vennero impiegate analisi matematiche innovative e i più recenti procedimenti al  radiocarbonio che danno margini di errore di non più di 80 anni. Questo recente studio colloca il monumento a circa il 2965 a.C. (+/- 2%), quindi  a una data antecedente a quelle sino ad allora ipotizzate.

Dopo attenti esami gli archeologi sono giunti alla conclusione che la  disposizione del monumento è stata modificata più volte nel corso della storia.  La versione più antica presentava un’area circolare, nota come “henge”, aveva  più di 91 m di diametro e tutt’intorno correva un fossato ad argine rialzato.  Uno degli aspetti più interessanti di Stonehenge risale proprio a questa sua  prima fase. Quattro pietre angolari, posizionate ai margini del cerchio in modo da  costituire un rettangolo, segnavano una serie di allineamenti relativi al  complesso ciclo lunare di 19 anni.  Probabilmente contemporanea a questa prima fase è anche una serie di 56  misteriosi buchi che formano una sorta di cerchio appena all’interno  dell’argine. Uno dei misteri più avvincenti di Stonehenge è come mai questi buchi, noti come  Buchi di Aubrey – in onore di John Aubrey che li scoprì nel XVII secolo – siano  stati riempiti immediatamente dopo essere stati scavati. La costruzione iniziale rimase praticamente inalterata per 300 anni, ma poi fu  sottoposta a una serie di drastiche modifiche. Intorno al 2700 a.c.

80 pietre a base di solfato di rame, pesanti ognuna 4 t, vennero trasportate  dal Galles lungo un percorso di oltre 400 km e collocate a doppio cerchio  all’interno dell’area circolare. Fu proprio l’introduzione di queste pietre a  rendere il luogo, per la prima volta, un “stone henge”, ovvero una rotonda in  pietra. Non è però chiaro se i cerchi in pietra siano mai stati completati, giacché  verso il 2665 a.C. (+/- 7%) i costruttori adottarono un approccio totalmente  nuovo. Le pietre vennero rimosse e sostituite con enormi massi di arenaria, noti come  pietre “sarsen”. Questi massi, pesanti dalle 40 alle 50t ciascuno, vennero in qualche maniera  trasportati dai Marlborough Downs, dodici miglia più a nord, attraverso un fiume  e superando salite. Vennero quindi eretti in modo da formare il “Sarsen Circle”, costituito da 30  massi posti in verticale e uniti tra loro da archi travi sagomate in modo da  formare, una volta messe insieme, un anello continuo la cui stabilità era  garantita da un sistema di mortase del genere usato dai carpentieri.

Molte di queste enormi pietre sono ancora oggi nella loro posizione verticale  e ci permettono di immaginare come Stonehenge dovesse essere al tempo della sua  massima gloria. Una pietra di 35 t, nota come “Reel Stone”, può anch’essa essere fatta risalire  alla prima fase di Stonehenge. Si ritiene che questa pietra, alta 4,5 m e conficcata nel terreno per 1,2 m,  venisse impiegata per scopi astronomici, probabilmente per osservare il sole. Questo potrebbe spiegare l’origine delsuo strano nome, Heel, che molti ritengono  derivi dalla parola greca helio. Esattamente come venisse adoperata è ancora  tema di discussioni, ma la sua attuale collocazione a una trentina di metri dal  cerchio, in un punto opposto all’ entrata, è in linea con l’asse che si  riferisce al tramonto nel solstizio d’inverno.

In seguito, i costruttori decisero di trasportare sul luogo massi ancora più  grandi. Cinque paia di enormi pietre sarsen, unite nella parte superiore da architravi,  vennero erette nel centro del cerchio sarsen in modo da formare una sorta di  ferro di cavallo. La costruzione di questi triliti alti 4 m, che hanno reso celebre Stonehenge,  risale a circa il 2270 a.C. (+/- 7%), e alcuni di essi appaiono tuttora in  ottime condizioni.   Le pietre a base di solfato di rame, dette “pietre azzurre”, vennero  reintrodotte a Stonehenge intorno al 2155 a.C. (+/- 6%). Una di esse, la “pietra  dell’ altare”, alta 4,8 m, venne collocata in posizione verticale al centro del  complesso. Due cerchi concentrici di pietre simili vennero di sposte tra il  “Sarsen Circle” e i triliti. Infine, verso il 2100 a.C. (+/- 8%), diciannove di queste pietre vennero  disposte in modo da formare un ferro di cavallo all’interno del complesso di  triliti..

Verso il 2000 a.C., i costruttori pensarono di costruire un’ampia strada,  nota come “Avenue”, il cui segmento più antico è lungo 600 m. In tempi  successivi furono aggiunti altri due segmenti fino a raggiungere il fiume Avon  distante 3,2 km. Nessuno ha mai spiegato a cosa servisse una via di accesso così  estesa. E possibile che il primo segmento, rettilineo, fosse un ampliamento di una via  di accesso precedente oppure di un sentiero databile al periodo iniziale di  Stonehenge, vale a dire a 1000 anni prima.

Dopo questa fase di intense attività, tutto si acquietò per qualcosa come, 500  anni; quindi vennero aggiunti i cosiddetti buchi “Y e Z”. Da quel momento il  luogo fu abbandonato.

Stonehenge è un posto insolito, nel senso che sono stati gli astronomi più  che gli archeologi ad avviarvi delle ricerche. Già nel 1740 William Stukeley  scoprì che l’asse centrale di Stonehenge dalla pietra dell’ altare alla Heel  Stone e alla Avenue sono allineate con il punto del sorgere del sole nel  solstizio d’estate. Questo allineamento è stato inequivo-cabilmente confermato  da Sir Norman Lockyer. Le discussioni tra gli esperti si sono spostate su altri possibili allineamenti  astronomici, soprattutto a motivo del fatto che molte delle caratteristiche di  Stonehenge rimangono oscure. Nel 1963 si è pensato che il complesso forse  serviva per osservare e prevedere gli equinozi e non soltanto i solstizi.

Poi, nel 1964, Cecil Newham sbalordì il mondo accademico asserendo che  Stonehenge poteva essere stato usato anche come osservatorio lunare, come faceva  supporre il rettangolo formato dalle quattro pietre angolari. I suoi studi vennero confermati dal professor Gerald Hawkins, il quale compì  diverse ricerche negli anni 1963-6526: adoperando analisi al computer dimostrò  che Stonehenge non presentava soltanto allineamenti ai cicli lunari, ma che era  stata predisposta per predire anche le eclissi della Luna. Queste conclusioni  sconcertarono l’establishment scientifico, poiché i cicli lunari sono assai più  complessi di quelli solari e non era pensabile che un popolo neolitico potesse  disporre di tali avanzatissime conoscenze astronomiche. Il critico più acceso fu Richard Atkinson, dello University College di Cardiff,  il quale ritenne che qualsivoglia allineamento lunare doveva essere preso come  pura coincidenza.

Ma persino lui dovette cedere in seguito ad ulteriori studi compiuti prima da  Alexander Thom, un professore di ingegneria della Oxford University, e poi dal  prestigioso astronomo e matematico Sir Fred Hoyle. Alexander Thom pubblicò un’approfondita analisi di Stonehenge intorno alla metà  degli anni Sessanta, confermando le funzioni originarie di Stonehenge sia in  chiave lunare sia solare; era evidente, scrisse Thom, che Stonehenge era stato  costruito in un una punto senza eguali, giacché in nessuna altra parte le linee  formate dal rettangolo delle pietre angolari poteva puntare esattamente verso  gli otto punti chiave dell’osservazione della Luna. Se Stonehenge fosse stato eretto soltanto pochi chilometri più a Nord o più a  Sud, questi rapporti geometrici non avrebbero funzionato.

Quando Sir Fred Hoyle confermò questi risultati, il che avvenne intor no alla  fine degli anni Sessanta, la teoria lunare si fece improvvisamente accettabile.  Hoyle dichiarò che Stonehenge non soltanto era. stata un osservatorio, ma anche  un mezzo per predire eventi astronomici;difatti: e’ possibile che i costruttori  di Stonehenge siano arrivati sulle Isole Britanniche da altrove, proprio con il  proposito di ricercare questo allineamento rettangolare… così come il moderno  astronomo sovente cerca lontano dalla sua usuale sede di lavoro i luoghi  migliori per costruire i suoi telescopi. La conclusione incontestabile è che chiunque abbia progettato Stonehenge doveva  conoscere in anticipo la precisa estensione dell’ anno solare nonché quella del  ciclo lunare.

Ciò che soprattutto colpisce è il fatto che questi antichi astronomi avevano  l’abilità di individuare precise località dalle quali fosse possibile misurare  il ciclo lunare di diciannove anni. Oggi molti testi di consultazione si mostrano comprensibilmente riluttanti a  citare le prove raccolte a proposito di Stonehenge, in quanto la storia  convenzionale semplicemente non sa spiegare l’avanzata tecnologia in possesso di  coloro che arrivarono in quei luoghi 5000 anni fa.

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