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La bilocazione

Molte persone nella loro vita hanno avuto l’occasione di vivere personanalmente questo fenomeno ovvero di trovarsi in due posti diversi nello stesso istante.

Il fenomeno della bilocazione è abbastanza diffuso e in tutto il mondo si possono contare tantissime testimonianze.
La cosa più sorprendente è che nella maggior parti dei casi, la persona che si manifesta è consapevole dello sdoppiamento.

Che cos’è realmente la bilocazione?

Se ci affidiamo alla scienza tradizionale questo fenomeno risulterebbe inspiegabile, infatti non esiste una spiegazione plausibile che possa dimostrare quello che accadade.

Nella fisica quantistica invece a livello molecolare questo fenomeno è diffusissimo. Si è potuto infatti osservare che un’unica particella può esistere nello stesso momento su due posti diversi. Ultimamente l’esperimento è stato effettuato anche con particelle di antimateria e il risultato è stato lo stesso.
L’essere umano è composto da diversi milioni di cellule che potrebbero avere delle reazioni simili a quelle osservate nelle particelle.

Secondo il libro“Verso la Luce”, l’essere umano è formato da tre corpi: il corpo fisico, il corpo astrale e il corpo spirituale.
Soltanto l’ultimo è capace di scindersi dall’uomo fisico ed intraprendere dei “viaggi” fuori dal corpo.
Questa capacità è comunque riservato agli spiriti più progrediti – tranne se Dio non abbia uno scopo particolare per cui anche lo spirito umano potrà essere momentaneamente “prelevato” dal corpo fisico mentre esso dorme e portato altrove.

Il corpo astrale viene anche denominato la copia astrale poiché somiglia alla persona fisica.
Il corpo astrale però può separarsi dal proprio corpo soltanto nel momento in cui la parte fisica muore.
Quando ciò avviene, il corpo astrale si libera dalla persona fisica e in quel momento alcune persone più percettive potrebbero osservare il fenomeno.
Il corpo astrale viene spesso scambiato per lo spirito della persona appena deceduta o per un fantasma.

L’unica parte immortale dell’uomo, è lo spirito. Ed è proprio lo spirito che riesce a compiere la bilocazione, ma ciò può avvenire soltanto se la persona è decisamente evoluta spiritualmente, Uno degli esempi più conosciuti è Padre Pio. Ci sono molti documentati che attestano dei casi in cui si sapeva che Padre Pio recitava la messa e altri fedeli l’avevano visto in altri luoghi alla stessa ora.

La bilocazione di Padre Pio:

Oggi i casi di bilocazione più noti e vicini agli italiani sono indubbiamente quelli di Padre Pio. E’ ormai leggendaria la storia di un ufficiale dell’esercito che all’improvviso si trovò davanti Padre Pio nella stanza dove stava preparando la propria impiccagione. L’infelice ufficiale venne dissuaso dal suo disperato gesto dal frate cappuccino. Egli non conosceva Padre Pio, non lo aveva mai visto prima in vita sua. Capì che si trattava di un’esperienza insolita. Nessuno sarebbe potuto entrare nella stanza, poiché la porta era chiusa a chiave – eppure vide davanti a se un frate che gli fece intendere che non doveva proseguire nel suo intento. L’ufficiale si rese conto che si trattava di una visione, e colse l’intervento come un messaggio divino.

Quando più tardi il militare andò a San Giovanni Rotondo per conoscere Padre Pio di persona e ringraziarlo dopo averlo identificato in una fotografia su un giornale, il frate lo riconobbe subito e lo salutò con le parole: “C’è mancata poco quella notte, eh?!”

Inutile dire che questa persona rimase profondamente colpita dalla sua esperienza, e si è probabilmente domandato: “E’ stato un miracolo?”

 

Come è possibile ciò?

Prendendo in considerazione appunto i tre corpi dell’essere umano possiamo dare una spiegazione. Il corpo fisico di Padre Pio, per la sua natura collegato indissolubilmente al corpo astrale mentre in vita, continuava ad esercitare il suo lavoro nel luogo fisico di San Giovanni Rotondo. Ora sappiamo che dire la messa non è una cosa cui bisogna applicarsi necessariamente al cento percento, mentalmente. Infatti, il rito religioso è sicuramente impresso profondamente nella persona che lo esercita: l’ha imparato a memoria. Quindi, non è strettamente necessaria la presenza vigile dello spirito nell’esercitazione di questo rito che diventa puramente abituale per il religioso – un po’ come guidare la macchina, battere un testo al computer, stirare o compiere altri gesti quotidiani che abbiamo eseguito innumerevoli volte mentre la nostra mente vaga da tutt’altra parte. Così, in questo momento di “meccanica attività del corpo fisico e dell’annessa copia astrale, lo spirito di Padre Pio poteva agilmente liberarsi e seguire un richiamo d’aiuto da parte di una persona residente anche a moltissimi chilometri di distanza. Infatti, per lo spirito la distanza non ha importanza, poiché esso non appartiene alla dimensione fisica, bensì alla quarta dimensione.